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In Per la storia del movimento psicoanalitico Freud, descrivendo e criticando gli sviluppi del pensiero di Jung, rimprovera ai suoi fautori di non voler «rinunciare ai legami con la psicoanalisi, l'essere rappresentanti della quale li ha resi famosi nel mondo, e preferiscono annunciare che la psicoanalisi è mutata». Qualche pagina prima era il turno di Adler ed è lì uno dei passi in cui Freud 'pronuncia' uno dei suoi scibboleth: la teoria del sogno. Qui e là, nella sua opera, Freud enumera alcuni di tali discriminanti essenziali: il complesso edipico (in una nota aggiunta nel 1920 ai Tre saggi sulla teoria sessuale), l'inconscio (il primo scibboleth, come lo definisce in L'Io e l'Es, ), di nuovo la teoria del sogno in Introduzione alla psicoanalisi — nuova serie di lezioni .
Si tratta di 'criteri discriminanti', viene precisato nelle OSF e, per completezza, in nota agli scritti del 1914 e del 1932 viene riportata la citazione biblica da Giudici, 12, 5-6:
5. «E i Gaaladiti posero guardie a' guadi del Giordano, pe' quali dovean ripassare que' di Ephraim. E allorché
vi giungeva alcuno de' molti fuggitivi, e diceva: Vi prego di lasciarmi passare; dicevano a lui i Gaaladiti:
Se' tu forse Ephratheo? E rispondendo egli: Nol sono;
6. Gli replicavano: Di' adunque Scibboleth, che vuol dire spiga. E quegli pronunciava, Sibboleth: non
sapendo esprimere il nome di spiga colla giusta sua lettera. E immediatamente lo pigliavano e lo
scannavano al passo medesimo del Giordano»
(Qui nella traduzione di A. Martini, E. Sonzogno Ed., ).
Cos'ha spinto gli estensori delle note a fermarsi lì? Il passo infatti termina con: