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In uno scritto precedente (Conrotto, 2000b) ho esaminato la collocazione del sogno, «il posto del sogno», nei differenti modelli psicoanalitici che si sono succeduti nel tempo, da quelli freudiani della prima e della seconda topica, fino ai modelli bioniano, winnicottiano e ai loro derivati, quali, ad esempio il modello «del campo» che io ho ritenuto potessero essere, tutti, interpretabili come implicazioni della seconda topica e della seconda teoria delle pulsioni. Quello che mi è parso di vedere è che nella prima topica, segnatamente nel 7° capitolo della Traumdeutung (1899), il modello del sogno identifica il paradigma del funzionamento dell'apparato psichico nonché della psicopatologia delle nevrosi e del dispositivo della situazione analitica (setting). Viceversa, nei modelli più recenti che credo possano essere intesi come implicazioni della seconda topica, il sogno occupa una posizione più secondaria e decentrata sia in ordine alla sua utilizzazione nella pratica della cura che rispetto al grado di omogeneità dei meccanismi del suo funzionamento con i modelli dell'apparato psichico, con le teorie esplicative delle organizzazioni psicopatologiche e con le teorizzazioni della relazione analitica.
Basti pensare, a semplice titolo esemplificativo, che tra le patologie ritenute, pur con qualche difficoltà, accessibili all'analisi vi sono quelle che sono caratterizzate, secondo Bion (1962, 1965, 1967), dalla incapacità di sognare, cioè di fare veri e propri sogni, a causa di una grave insufficienza della funzione ? per cui,