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«La Nature est un temple où de vivants piliers
Laissent parfois sortir de confuses paroles;
L'homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l'observent avec de regards familiers.
Comme de longs échos qui de loin se confondent
Dans une ténébreuse et profonde unité,
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les parfums, les couleurs et les sons se répondent».
(Baudelaire, Correspondances)
È mia intenzione presentare qui alcune riflessioni sulle possibilità che il concetto di struttura isomorfica può offrire all'esperienza clinica. Si definisce isomorfismo in mineralogia il fenomeno per cui sostanze con composizione analoga e che cristallizzano nello stesso sistema, danno cristalli misti in tutte le proporzioni. In modo traslato, si intende una qualità di esperienza che stabilisce fra diversi soggetti o fenomeni, un'appartenenza allo stesso gruppo di relazioni. In matematica viene denominata corrispondenza biunivoca e fa riferimento, come primo suggerimento, alla correlazione che si può istituire fra le dita delle due mani. Dal punto di vista clinico si può osservare negli analizzati la creazione di isomorfismi pure fra oggetti molto dissimili fra loro, ma in cui l'Inconscio trova una corrispondenza emotivamente significativa.