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L'articolo-intervista di Rodolfo Reichmann, Musatti e le opere di Freud, apparso sul primo numero di quest'anno della Rivista di Psicoanalisi mi ha fatto andare indietro con la memoria di un quarto di secolo. Nel 1981 ebbi con Mario Ubaldini una lunga conversazione nella sede di Astrolabio la sua casa editrice. Mi diede l'impressione di conoscere un po' tutti, psicoanalisti e no, e tra l'altro mi disse che Cesare Pavese, riguardo alla psicoanalisi, aveva fatto pressione su Einaudi per «seguire le orme di Astrolabio».
Ovviamente è una testimonianza orale non verificabile, ma io sono ancora sicuro che fosse vera. A pag. 133 del suo intervento, Reichmann sembra non convalidare questa affermazione di Ubaldini e scrive: «Sulla scia di Einaudi dopo la pubblicazione del Trattato [di Musatti], altri editori si sono intanto avventurati nel settore tra tutti va citata la romana Astrolabio, la cui collana «Psiche e Coscienza», diretta da Ernst Bernhard con la collaborazione, tra gli altri, di Emilio Servadio, sforna non solo traduzioni di opere di Freud, ma anche di alcuni allievi, alcune perfino d'avanguardia, come quelle di Balint, Alexander e Horney […]. Musatti teme che proprio Astrolabio riesca ad ottenere i diritti di traduzione e insiste con Boringhieri, per accelerare la conclusione dell'accordo con gli eredi e gli editori di Freud».
Il Trattato di psicoanalisi di Musatti mi risulta che nella sua nota versione in due volumi sia stato pubblicato da Einaudi nel 1949. A quell'epoca Astrolabio aveva già avviato la collana «Psiche e Coscienza» e con titoli prestigiosi. Nel 1947 uscirono due testi di Jung e nel 1948 Introduzione allo studio della psicoanalisi di Freud