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E il dolore tenacemente conservato soffoca la voce.
l'impatto del dolore tramortisce l'intera anima ed impedisce la sua libertà di azione;
così come ci accade, al primo impatto di qualche brutto accadimento,
di sentirci costretti, intorpiditi e per così dire paralizzati in tutti i movimenti,
allo stesso modo l'anima, sciogliendosi poi in lacrime e lamenti,
sembra slegarsi, districarsi e guadagnare più spazio e libertà.
Nel corso della storia le persone hanno escogitato dei modi per combattere la perdita profonda e per esprimere simbolicamente gli affetti che essa produce. Queste strategie sono di grande varietà: alcuni erigono monumenti, ritualizzano, idealizzano, preservano, commemorano e venerano la perdita, mentre altri la ripudiano, la negano, la eradicano, sminuiscono, placano, reprimono o invertono. È previsto tipicamente un rito luttuoso, funebre, o compassionevole sia come cerimonia pubblica ufficiale in risposta ad una calamità su vasta scala sia come commemorazione modesta, talvolta solitaria, che segue una perdita privata. La forma ed il contenuto del rito saranno conformati da un'amalgama di fattori culturali, religiosi e secolari, così come da complesse reazioni intrapsichiche, espressione del confronto individuale con la perdita ed il dolore.
Invariabilmente una o più forme artistiche tradizionali — musica, pittura, scultura, fotografia, poesia, teatro, architettura, danza, cucina — vengono incluse.