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Nel 2003, si svolse a Milano il convegno dedicato a Wittgenstein e Freud, organizzato dalla Società Psicoanalitica Italiana e dall'Università di Milano. L'evento diede origine al volume che raccoglie i contributi di cinque noti filosofi, oltre all'«Introduzione» e al saggio di Mancia, in cui l'Autore amplia e approfondisce due precedenti lavori del 2001 (Longhin e Mancia) e 2002 sull'argomento. A mio avviso, l'impronta forte di questo libro è data proprio dall'approccio di Mancia, che accosta il pensiero di Wittgenstein da un'ottica psicoanalitica, attraverso un'indagine che ne tocca il privato. Questo pone quesiti di ordine metodologico e di natura etica che vengono discussi nel libro, determinandone uno degli elementi di maggior presa e interesse. Per capire un pensiero è davvero importante conoscere chi l'ha pensato? Sarà dunque necessario addentrarsi nella vita di Wittgenstein per comprendere la sua critica a Freud?
«I poeti non hanno biografia. La loro opera è la loro biografia» (Paz, 1962), ma è pur vero che i problemi personali irrisolti di un pensatore possono riversarsi nelle