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Il testo è una critica puntuale e serrata di una delle più influenti correnti dell'attuale panorama filosofico e della sua pretesa di assimilare la mente a un calcolatore. Il cognitivismo viene criticato come aggiornamento di un'antica strategia denunciata da Leibniz che, riducendo l'uomo a una macchina, si preclude la possibilità di accedere al fenomeno del senso. In questa direzione Cimatti si muove con grande competenza all'interno della recente filosofia della mente per evidenziare gli aspetti logicamente ed epistemologicamente autocontraddittori del programma di ricerca cognitivista.
Tra questi ci sembrano esemplari due grappoli di problemi che potremmo sintetizzare con la denominazione di paradossi del contenitore e dell'oggetto specifico. Il primo evidenzia come il cognitivismo si proponga di segmentare le capacità mentali in funzioni particolari da distribuire in luoghi determinati dello spazio fisico