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Il 4 e 5 febbraio 2006, nella sede del Centro Psicoanalitico di Bologna, si è svolto il V Incontro fra la Asociación Psicoanalitica Argentina e la Società Psicoanalitica Italiana. Gli incontri coi colleghi d'oltre oceano derivano dal desiderio delle due comunità psicoanalitiche di confrontarsi su problematiche scientifiche condivise, in particolare sulle sfide poste dalla clinica attuale.
Cercher` di tratteggiare come i concetti cardine del celebre articolo tecnico di Freud: «Ricordare, ripetere e rielaborare» (1914a) siano stati sviluppati nel congresso.(1)
Attualmente le neuroscienze affermano che la memoria non è un archivio immutabile di dati recuperabili fedelmente dalla coscienza. Noi psicoanalisti lo sappiamo già da tempo: Freud concepì infatti la memoria come sistema in divenire e i ricordi come costruzioni a posteriori (Nachträglich): rielaborazioni, deformazioni, talvolta falsificazioni.
L'analisi, per Freud, non è mero reperimento di verità storiche, né semplice rimemorazione; ricordare è un lavoro preliminare non sempre possibile e, in sé, non sufficiente a curare.(2) Come osserva Riolo, già negli Studi sull'isteria (1892), Freud parla di rappresentazioni inconsce non per debolezza di intensità, ma in quanto «incompatibili» con la coscienza. La cura consisterebbe nel completamento di un processo psichico rimasto precedentemente incompiuto, inconscio, nel senso di non