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È passato poco più di un anno da quando Maddalena seppe con certezza di avere davanti a sé un tempo dilazionato e già revocato. «Il tuo male - un tumore polmonare primario - non pu` essere sconfitto. Pu` essere combattuto, ma non uscirai viva da questa battaglia». Con queste parole l'oncologo ha risposto alla sua richiesta di «sapere». D'altronde, Maddalena voleva affrontare a viso aperto la realtà di un tumore inoperabile e incurabile.
L'oncologo le consigli` di ricorrere fin da subito agli antidepressivi, ai sonniferi e alla morfina, ma questo approccio era incompatibile con la decisione di voler vivere fino in fondo e lucidamente - lucidamente più a lungo possibile!
Quanto coraggio è necessario per affrontare in piena consapevolezza un simile verdetto? Sapere, senza potersi illudere, anche perché prima di diventare membro della SPI, Maddalena ha lavorato come specialista in pneumologia. D'altronde la vita dell'amica è stata segnata dalla sofferenza fisica: a partire dalla malattia osteo-articolare fino al tumore al seno, tumore che aveva combattuto e dal quale per` era guarita.
Ma qui desidero ricordare anzitutto alcuni aspetti che hanno caratterizzato la sua persona: il coraggio, l'inconfondibile umorismo, gli slanci e ancora la sua autenticità: era poco incline ai formalismi e totalmente priva di un falso sé sociale. Per dare un'idea di come seppe affrontare con ironia persino quest'ultima diagnosi, basti ricordare un suo commento mentre al telefono mi leggeva le conclusioni dalla PET, che purtroppo confermarono il suo timore peggiore: «E meno male che non ho dato retta ai buoni consigli! Meno male che non ho perso un anno a scrivere il caso per l'ordinariato!». Insomma, si consolava di fronte al suo dolore pensando a una fatica alla quale aveva saputo sottrarsi.
Eppure teneva moltissimo al suo lavoro di analista, pur manifestando spesso, e talvolta in maniera provocatoria, scetticismo riguardo all'incisività dell'analisi.
Le piaceva ricordare le condizioni poste da