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«La tedesca mi disse: come faccio a togliermelo dagli occhi?»
«Una sola soluzione: raffigurare»
Per ciascuno di noi l'evento delle Twin Towers ha rappresentato «qualcosa che non avremmo voluto mai osare immaginare» (Alain Brigand, 2001).* Non semplicemente un'esperienza traumatica, ma un trauma di una particolare gravità attraverso il quale vengono attaccati tutti i contenitori possibili — da quello soggettivo, a quello sociale e persino planetario — capaci di attivare una qualche forma di «organizzazione difensiva» (Winnicott, 1963, 106): «in occasione dei conflitti precedenti […] l'impero era sempre riuscito ad arginare i barbari fuori dai suoi confini. Ci si ricorderà, quindi, dell'11 settembre come il giorno in cui ebbero inizio le grandi invasioni barbariche!» (Dènis Arcand, 2002).
Vi sono esperienze traumatiche in cui sono almeno possibili memorie traumatiche e rielaborazioni per mezzo di immagini le quali, attraverso «attribuzioni