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Il libro di Paolo Cotrufo è intelligente ed interessante, sviluppato su una base teorica di dichiarata ispirazione laplanchiana, si propone di inquadrare l'anoressia coerentemente con la teoria della seduzione generalizzata di Laplanche (1987a) e gli studi post-freudiani sulla sessualità femminile. I punti trattati nel testo sono: la questione diagnostica, gli aspetti storici e socioculturali dell'anoressia, la metapsicologia della pulsione e la metapsicologia del femminile.
Riguardo alla diagnosi, l'Autore, dapprima ricorda che per molti illustri studiosi, tra cui Freud, Binswanger, Kraepelin e Bleuler, l'anoressia è espressione sintomatica di svariati quadri psicopatologici (in primis della melanconia), quindi, differenziandosi dai suddetti autori, Cotrufo rivendica per l'anoressia un'entità psicopatologica a sé stante. L'anoressia, afferma l'autore, è una patologia narcisistica e del limite in cui il pulsionale distruttivo e debordante mina l'Io, strutturalmente fragile, come nei casi limite, nei disturbi di personalità e negli attacchi di panico. Egli inoltre ci tiene a raggruppare nello stesso contenitore psicopatologico dell'anoressia, la bulimia e l'obesità. La bulimia esplode con la rottura dell'organizzazione