You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Le Livre noir de la psychanalyse, dal nome preoccupante e dalle dimensioni voluminose (più di 800 pagine!), è un libro molto ideologico che intende, secondo gli autori, combattere una pratica professionale e una teoria, quella psicoanalitica, superata e destinata ad essere cancellata nel futuro. Il testo è stato pubblicato in Francia nel settembre 2005 ed è stato stampato di recente anche da noi. Molti sono gli autori dei testi, alcuni francesi e altri di lingua inglese; alcuni noti anche a livello internazionale, altri meno: psicologi psichiatri, filosofi, alcuni «ex psicoanalisti» e professori universitari. Nella sua introduzione la curatrice del libro, Catherine Meyer, sottolinea che la psicoanalisi è in crisi in tutto il mondo. Cita un articolo del Times, 2003, in cui si afferma che negli Stati Uniti solo 5000 persone seguono una terapia psicoanalitica e che la Società Psicoanalitica di New York fa fatica a trovare allievi. Solo in Francia e in Argentina la psicoanalisi manterrebbe le sue posizioni anche nell'insegnamento universitario e nelle pubblicazioni.
La tesi principale del libro è che l'espansione della psicoanalisi non sia derivata dall'efficacia del suo metodo scientifico, ma piuttosto dal potere di una pressione propagandistica che l'ha presentata come