You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Sabato 28 gennaio 2006 si è tenuto a Parigi, presso l'Hôtel Méridien Etoile, l'annuale Entretien, organizzato dalla Association Psychanalytique de France (APF) che è una delle due Società Psicoanalitiche Francesi che fanno parte dell'IPA. L'Entretien è un'occasione di incontro scientifico tra i Soci dell'APF a cui partecipano anche psicoanalisti che appartengono ad altre Società psicoanalitiche. Il tema di quest'anno era Le Primitif. L'incontro, che è stato aperto da André Beetschen, Presidente dell'APF, ed è stato diretto da Hélène Trivouss-Widlöcher, ha ruotato intorno a tre relazioni seguite, ciascuna, da una discussione con quanti, presenti in sala, hanno voluto intervenire.
La sessione antimeridiana è stata occupata dalla relazione di Laurence Kahn dal titolo: La première forme. L'autrice è partita dalla constatazione che «il primitivo» è stato una scoperta, allo stesso tempo, tipica e tardiva della civiltà occidentale. Esso può essere identificato con la visione mitica del mondo che, a sua volta, è comprensibile quale prodotto del potere mitopoietico del linguaggio. La specificità del contributo di Freud a questo riguardo è stata che egli ha identificato «il primitivo» con «l'infantile», precisamente con il sessuale infantile, e quindi con il rimosso. In questa prospettiva il racconto mitico ha lo stesso valore del ricordo di copertura. Pertanto, non rappresenta la «prima forma» di cui nulla sappiamo e nulla potremo mai sapere ma è solo una forma regressivamente attualizzata dell'inconscio. L'autrice ha messo in evidenza la differenza del punto di vista di Freud, che intendeva la regressione anche nell'ottica della temporalità storica, rispetto a quello di Fédida, che riteneva che la regressione fosse soltanto «topica» e che si possa manifestare nella «forma», vale a dire, come regressione formale. Per questo motivo, a suo avviso, «forma» e «materia» non si distinguono tra loro. Per Freud, invece, la «forma» è il precipitato di un contenuto più antico che, nel