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«Quello che in tali teorie vi è di corretto e di azzeccato, si spiega per il fatto che esse hanno origine nelle componenti della pulsione sessuale che sono attive già nell'organismo del bambino»
«È[…] nell'“organismo infantile” che si accumula e si esprime questo sapere - fondo di “esperienza” che zavorra le teorie più avventurose con un peso di verità. La teoria infantile è dunque la sovrastruttura di un provato corporeo che ne è l'“origine”. Il corpo dà alla teoria il suo fondo di verità» - così scrive Assoun (2004, 34).
Nel proporre queste mie riflessioni, mi sono sentita in sintonia con alcune premesse che questa frase di Assoun condensa così efficacemente, perché mi appare come una sintesi riuscita di ciò che costituisce un prezioso lascito teorico della lezione freudiana rispetto al rapporto mente-corpo. Il corpo pulsionale dunque si palesa quale elemento irriducibile e «fondo di verità» delle teorie sessuali infantili, ma anche come vincolo imposto a quel fantasticare a cui la poliedricità del mentale presta il suo «corpo». Ci tornerò tra breve.
Per il momento vorrei riproporre la fatidica e arcinota questione posta da Freud in merito al segreto del femminile.
«Che cosa vuole una donna?». Difficile quesito questo, anche per le donne stesse, sia per tradizione teorica, appunto, sia per l'oggetto stesso, the dark continent da esplorare.