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«La memoria è il registro di ciò che non è mai accaduto e non era possibile che accadesse».
Dei tre termini considerati da Freud nel suo celebre saggio, il primo è quello che sembra possedere lo statuto concettuale più definito: la teoria classica della memoria, della rimozione, della rimemorazione e della cura. Come sappiamo non è proprio così, dal momento che ciascuna di queste teorie ha subìto, già nel pensiero di Freud, rimaneggiamenti significativi e talvolta radicali. L'indagine sui processi mnestici si è inoltre notevolmente arricchita grazie ai recenti contributi delle neuroscienze, dalle cui ricerche continuiamo a ricevere importanti conferme; e anche nuovi stimoli e nuovi interrogativi.
Vorrei sottolineare che gran parte di quanto oggi le neuroscienze affermano con evidenza empirica, coincide con ciò che noi da molto tempo conosciamo: che i processi di ricezione, selezione e fissazione degli stimoli che provengono dal mondo interno e dal mondo esterno, sono in massima parte processi dinamici e inconsci; e tali sono anche i processi di rievocazione dei ricordi. Che cioè la