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Il concetto di coazione a ripetere (d'ora in poi CR) è una nozione basilare della psicoanalisi, posta all'intersezione dell'asse dell'azione (ideativa e motoria, semplice come l'impulso e complessa come il comportamento, quello della ripetizione, nel senso metapsicologico, psicopatologico, del vissuto e infine del destino) e l'asse dei processi e strutture connessi o sottesi alla coazione e alla ripetizione. Nel concetto rientrano aspetti diversi: la ripetizione dell'azione, qualità principale della «coazione» o «compulsione», e l'azione della ripetizione, nucleo concettuale della «coazione a ripetere» freudiana; la necessità di ripetere, come consolidamento di una struttura o di un processo (struttura dell'Io, conservazione dell'identità, funzionamento del tratto di carattere, ecc.) e la ripetizione intesa come restrizione o vincolo, modalità predominante se non unica di funzionamento in situazioni di sofferenza estrema e portatrice di una qualità mortifera. (1)
Nella ricostruzione della riflessione freudiana sulla ripetizione può tornare utile lo schema di Assoun (1994), che definisce tre «regimi» del pensiero freudiano sul tema della compulsione: uno originario, centrato sulla ripetizione come «fatto»psicopatologico riletto alla luce dei processi inconsci; un secondo regime, in cui attraverso l'indagine sulla nevrosi ossessiva si profila una vera e propria «prassi compulsiva», sottesa dalla dinamica della rimozione e della colpa «non soltanto “fatto”, ma vera “causalità psichica”»; un regime finale, dove la compulsione