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«La raccolta di brevi contributi cui diamo qui un primo saggio richiede alcune parole introduttive. […] I casi patologici che lo psicoanalista osserva non contribuiscono tutti nella stessa misura all'arricchimento della sua conoscenza. Ce ne sono alcuni in cui deve utilizzare tutto quello che sa e da cui non impara niente di nuovo; e ce ne sono altri che gli mostrano ciò che gli è già noto con uno spicco tutto particolare e in condizioni di perfetto isolamento, a questi deve non solo una conferma delle sue conoscenze ma anche un ampliamento. […] Preferiamo descrivere i processi psichici a partire da questi ultimi più favorevoli e perspicui esempi [durchsichtigen Fällen] […] i begli esempi che […] vanno perlopiù perduti. […] È quindi di qualche utilità fornire una intelaiatura in cui tali esempi possano venire pubblicati e messi a disposizione di tutti». (1) Con queste parole Freud presentava nella Internationale Zeitschrift für ärztliche Psychoanalyse un insieme di osservazioni cliniche raccolte in collaborazione con Ferenczi e Tausk e destinato a inaugurare una specifica sezione di quella Rivista.
Riepiloghiamo gli intenti freudiani: deve trattarsi di esempi belli convocati a conferma breve e perspicua della teoria, che della teoria mostrano la capacità di lavoro provandola nella duplice accezione di mettere alla prova e soprattutto di comprovare. Il perfetto isolamento dell'esempio rimanda all'esperienza di laboratorio, dove isolare significa definire con chiarezza oggetti e limiti dell'esperimento in funzione degli obbiettivi scelti, ed è ovvio come il laboratorio freudiano