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La realizzazione di queste giornate è stata effettuata dall' Associazione Psicoanalitica Argentina (APA), dall'Associazione Psicoanalitica di Buenos Aires (APdeBA) e dalla Società Argentina di Psicoanalisi (SAP), con «il patrocinio del Comitato per la Pratica Analitica e le Attività Scientifiche della IPA (CAPSA)». I lavori sono iniziati con le conferenze di Florence Guignard, della Società Psicoanalitica di Parigi, e di James M. Herzog della Associazione Psicoanalitica Americana. Per volontà di tutti i conferenzieri non riferirò sul materiale clinico. Le relazioni cliniche, in programma, sono state quella della psicologa Gabriela Santi, del pubblico «Hospital de Niños Ricardo Gutiérrez»; il convegno per l'occasione si è spostato nel suddetto ospedale. Le altre relazioni sono state presentate nelle sale della APA e della APdeBA dalla psicoanalista di Porto Alegre, Denise Lahude e dalla uruguaiana Sandra Press. L'ultimo giorno c'è stata la relazione del collega di Buenos Aires Hugo Failla, presente il presidente dell'IPA, Claudio Laks Eizirik, che alla fine della giornata e del convegno ha parlato della buona riuscita di questo primo incontro sulla messa a punto della pratica analitica, ringraziando Virginia Ungar e Liliana Pualuan, chair e co-chair del Copac e Susanna Bidolsky e Primitivo Gómez per il comitato locale organizzativo.
Durante i lavori è stato sottolineato come lo sviluppo endemico delle applicazioni dell'intelligenza artificiale durante questi ultimi venti anni hanno provocato dei cambi considerevoli sulle modalità del funzionamento psichico proposto al bambino dal suo contesto sociale. I partecipanti si sono trovati d'accordo che oggi c'è una prevalenza della «patologia dei limiti»: limiti tra se stessi e l'altro, tra il pensare e l'attuare, tra la realtà psichica e la realtà esteriore e tra il virtuale e il reale.
La pratica psicoanalitica si trova di fronte a nuove responsabilità e alla esigenza di tecniche psicoanalitiche nuove in quanto che il Virtu