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Quella della formazione è una questione che non è mai stata sistemata teoricamente, neanche da Freud, e si è sviluppata gradualmente nella storia del movimento più come una questione politica che scientifica. Il concetto di analisi e di funzione analitica, nel tempo, è diventato sempre più coerentemente legato al metodo della sospensione di giudizio e delle libere associazioni. Circa la questione della formazione, invece, che sempre più rappresenta l'aspetto agito nel sociale della psicoanalisi, si è avuta la necessità di esprimere giudizi e quindi di istituzionalizzare una gerarchia di valori, di competenze e di regole, solo apparentemente collegate con i criteri di scientificità della disciplina, pur di raggiungere un sufficiente grado di condivisione sociale.
È un nodo ancora molto difficile da chiarire e credo che eventuali soluzioni si potrebbero trovare soltanto attraverso un forte impegno collegiale.
Secondo me, oggi bisognerebbe tener conto che ogni psicoanalista ha comunque acquisito un forte vincolo, profondo, automatico ed inconsapevole, nei riguardi della sua Istituzione, prima ancora che nei riguardi della teoria psicoanalitica, e questo in qualunque modo sia stato formato.