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Il primo ottobre 1907, all'incirca cent'anni fa, Freud incontra per un colloquio preliminare un giovane di ventinove anni, procuratore legale, che ha chiesto di consultarlo, in quanto da tempo soffre di impulsi ossessivi, come quello di tagliarsi la gola con un rasoio, e di intense rappresentazioni ossessive relative al timore che accada qualcosa di grave alle due persone che più gli sono care, il padre, per altro deceduto da diversi anni, e la donna amata. Il giovane, che Freud nei suoi appunti (1) chiama dott. Lorenz (2) si è rivolto a lui perché leggendo Psicopatologia della vita quotidiana (1901) ha trovato vi fossero descritti processi mentali che richiamavano i suoi sintomi. Le suggestioni tratte da questa lettura lo portano fin dal primo colloquio a parlare senza reticenze della propria vita sessuale, l'aver praticato pochissimo la masturbazione, intorno ai sedici/diciassette anni, il primo coito a ventisei, la ripugnanza per le prostitute, gli scarsi rapporti sessuali. Freud ne ha un'ottima impressione, lo definisce una mente «limpida e acuta» (Freud, 1909), una dote imprescindibile in tutti coloro che nel tempo ebbero il privilegio di godere della sua simpatia. Probabilmente è proprio grazie a questo moto affettivo e all'interesse per un caso grave di nevrosi ossessiva che Freud non perde tempo, propone al giovane un trattamento analitico ed esplicita le sue condizioni. Consultata la madre, questi accetta ed il giorno