You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
«…il miglior collega che si potrà mai avere — oltre a se stessi — non è un analista o un supervisore o un genitore ma è il paziente». (1)
Riprendendo tali affermazioni di Bion (note come quelle del «paziente miglior collega») vorrei mostrare un sogno come prova che la funzione alfa è sempre al lavoro. Una specie di «navigatore satellitare» sogna in tempo reale quanto avviene nella stanza d'analisi dopo un'interpretazione. Non credo che questo «sogno» debba essere necessariamente interpretato ma può essere usato per consentire lo sviluppo del campo.
Attraverso questa mia esemplificazione vorrei inoltre condividere alcuni dei punti più salienti del mio modo di lavorare. Se i concetti di campo, di interpretazione insatura, di trasformazione narrativa sono ormai sufficientemente condivisi, penso che il concetto di trasformazione in sogno, che va ad aggiungersi agli altri tipi di trasformazione, meriti un'esplicitazione. La trasformazione in sogno è un'attività continuamente svolta dalla mente dell'analista che azzera lo statuto di realtà della comunicazione del paziente, considerando la narrazione del