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Dedicati alla memoria di Agostino Racalbuto, i lavori pubblicati nel VI volume della collana Rivista di psicoanalisi/ Monografie vogliono disegnare, non solo metaforicamente, un quadro dei rapporti tra lo statuto epistemologico della disciplina e il ruolo della metapsicologia — un quadro accostabile a quello della pittura metafisica, concepito però «in questa fase della storia delle idee psicoanalitiche». Riappropriazione della metapsicologia e insieme dell'episteme psicoanalitico, ecco l'obiettivo dell'operazione di Conrotto. La psicoanalisi analizza se stessa e le sue teorie senza ricorrere a parametri esterni. Un'«epistemologia psicoanalitica» e non della psicoanalisi, mette in «questione» la strumentazione che misura le «caratteristiche peculiari» dell'«impresa psicoanalitica» stessa.
Freud, l'autore del cap. VII de L'interpretazione dei sogni, è il «capostipite» di una tale impresa, e soprattutto l'indicatore di origini, verso cui prospettare un «ritorno prepotente del soggetto» (107, 150, 173) e della stessa psicoanalisi. Con un tale ritorno l'opera freudiana si ricomprende dentro una storia, indagata per tutto il Novecento. La pluralità delle origini sono lette dentro Freud, e negli sviluppi, ortodossi o eretici, letti dopo Freud. Per questo aspetto la psicoanalisi contemporanea è figlia della psicoanalisi «classica», discussa, ma non delegittimata nella sua esposizione al «debito» contratto con l'ambiente scientifico e ideologico in cui Freud pensava.
Leggendo questo debito senza colpa, cioè come debito che non si esaurisce nel contesto scientifico del tempo, si può sostenere, con motivazioni, che la «rottura» operata da Freud, variamente adombrata ma riconducibile ad una destrutturazione dalla metafisica evoluzionistica e scientista, ravvisabile anche nelle fonti da Freud utilizzate, acquista spostata in avanti una sua dimensione storica e produttiva di storia. I nomi indicatori di questa storicità sono «dopo Freud» Hartmann e Rapaport, Melanie Klein, Bion, W