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Semir Zeki, neurobiologo dell'Università di Londra, è uno dei principali esponenti di una nuova disciplina che va sotto il nome di neuroestetica. La tesi di fondo di questo suo libro è che, in gran parte, la funzione dell'arte e quella del nostro cervello visivo siano una sola cosa. Noi vediamo, dice Zeki, che per acquisire conoscenze specifiche e stabili sul mondo che ci circonda, per individuare le proprietà costanti, immutabili e permanenti e specifiche degli oggetti, abbiamo bisogno di ordinare in categorie. Il cervello visivo è attivo e creativo, e opera continui processi di selezione sulle informazioni che gli arrivano. Anche l'arte, secondo Zeki, è alla ricerca di ciò che è essenziale e costante, e questo gli fa affermare che, da un punto di vista neurobiologico, il cubismo è fallimentare, perché ha prodotto opere in cui un comune cervello non riconosce gli oggetti indicati dai titoli, sopraffatto dalla confusione percettiva generata da quel tipo di composizione dell'immagine.