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Si può fare un'epistemologia delle scienze umane?1 Certamente, a patto di rispettare la specificità epistemologica di questi saperi, a patto cioè di non analizzarne le credenziali scientifiche assumendo come paradigma epistemologico le scienze naturali formalizzabili. Il che significa sospendere due pregiudizi epistemologici tra loro connessi: il presupposto di un punto di vista epistemologico e metodologico autonomo e unitario, che stabilisca paradigmi di scientificità e di oggettività, da una parte; il presupposto della naturalità e datità degli oggetti dei saperi, dall'altra.
Gli oggetti delle scienze umane non sono né naturali né dati, ma sono strutture di senso, che entrano in rapporto con altre strutture di senso: non sono cioè «cose» che possiamo considerare separate dai modi secondo cui ci costruiamo delle vie di accesso ad esse. La relazione conoscitiva comporta prossimità e coimplicazione, anziché distanza metodologica e metalinguistica: non si può, in altri termini, parlare di significati prodotti da individui, senza interagire con essi in una comunicazione affettiva e in un processo di parola. La scena della conoscenza