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Silvana Borutti nel suo contributo fa un Elogio della presentazione, la Darstellung, un'attività di pensiero figlia di un dio minore rispetto alla rappresentazione, sempre onorata dal pensiero filosofico e psicoanalitico come attività di simbolizzazione compiuta: Darstellung, «presentazione»: è un concetto esibitivo di rappresentazione che significa oppositivamente in rapporto al significato di rappresentazione come riproduzione mentale e concettuale della cosa (Vorstellung). Darstellung è presentare non potendo oggettivare nella forma di cosa» (165).
Nel mio dialogo con l'Autrice, scelgo la Darstellung come vertice dal quale incontrare il suo pensiero, dal momento che mi pare che esso, proprio per mezzo della Darstellung, apra uno spazio nel territorio dell'attività conoscitiva che lei designa come Finzione, dove, come ne L'infinito di Leopardi, sovrumani/Spazi e profondissima quiete/Io nel pensier mi fingo. La Finzione, infatti, in quanto configurazione immaginativa di contenuti possibili, che prendono forma a partire dalla radice sensibile dell'esperienza, non può non evocare in chi fa il lavoro di psicoanalista il cimentarsi quotidiano con la «raffigurabilità psichica» (Botella 2001), con il «pensare per immagini».
Si presentano nel dialogo analitico immagini, oniriche innanzi tutto, ma non solo, nel loro legame con l'esperienza corporea, da un lato, ma anche, inevitabilmente, nella loro irrisolvibile «realtà» vera/non vera, dall'altro, e nel loro nesso con il dire/tacere: «l'immagine come struttura fondamentale del sapere e del sentire che ci destina al senso e al non senso. Il che significa assumere che la struttura comprendente delle scienze del senso sia figurale, ma proporre nello