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Un esempio di Freud sulla trattazione del tempo nel sogno. Una paziente sogna: «Tutte le persone in scena erano particolarmente grandi». «Vuol dire, aggiunge, che si tratta di un episodio della mia prima infanzia, perché allora, naturalmente, tutti gli adulti mi sembravano paurosamente grandi […]. In altri sogni lo spostamento all'infanzia viene espresso anche in altro modo, con una traduzione del tempo in spazio. Si vedono le persone e le scene come fossero molto lontane, alla fine di una lunga via, oppure come se si guardassero attraverso un binocolo capovolto» (Freud, 1900, 374-75).
Il sogno che presento è stato fatto da Marco, un analizzato di circa quaranta anni che vedo tre volte la settimana soltanto da pochi mesi. Si tratta di una persona estremamente sensibile e creativa, ma che soffre dolorosamente nelle relazioni affettive, perché si ritrova sempre a non essere corrisposto dagli uomini di cui si innamora. Fin dalla prima seduta sono colpita dal divario fra la generosità con cui vive i sentimenti per gli altri e l'asprezza con cui tratta se stesso e i propri bisogni, fino a sfiorare l'anoressia.
Emerge subito un attaccamento estremo alla figura paterna, che è stata precocemente investita di tutto il suo amore (probabilmente in sostituzione di una madre molto giovane e sopraffatta da maternità troppo ravvicinate) nonostante che il padre l'abbia costantemente rifiutato in quanto troppo diverso in tutti i sensi rispetto alle proprie aspettative. Pur avendo lottato contro di lui per affermarsi nel campo professionale che aveva scelto fin da ragazzo, Marco sembra trattare se