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Questo mio breve contributo è da considerarsi un'appendice clinica al lavoro “Sogno, Transfert, Allucinazione”, a cui rimando per la trattazione teorica estesa con relativa bibliografia (Musella, 2007). Ciò che desidero mostrare è come, in seduta, la riattivazione di un vissuto inconscio, trasferito sulla rappresentazione preconscia dell'analista, consenta al paziente, attraverso la mediazione di un residuo diurno e per mezzo del lavoro onirico, di elaborare un complesso sintomatico persistente.
La rappresentazione preconscia dell'analista, investita d'affetto, catturata nella trama simbolica e assoggettata alle leggi della trasformazione onirica, è utilizzata, dall'analizzando, per consentire il lavoro di elaborazione proprio del sogno (Traumarbeit).
Tale modello, espunto dal laboratorio psicoanalitico, non fa che ripetere quel processo che, in condizioni normali, si verifica costantemente nello psichismo: la relazione dinamica tra mondo interno e mondo esterno che consente di legare ed elaborare l'eccitazione psichica (Verarbeitung).
Vi propongo, in sequenza, tre sogni, con relativo lavoro analitico, di un giovane avvocato, al quarto anno di analisi.
Antonio ha intrapreso l'analisi per impotenza virile, ma è afflitto da un altro sintomo persistente che, solo da poco, si sta convincendo di voler affrontare in analisi.
Si tratta di una cefalea che lo assilla ininterrottamente per la quale fino ad oggi ha cercato solo rimedi farmacologici.