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L'evoluzione di diversi punti di vista (antropologico, biologico, storico, filosofico) ha condotto a una critica radicale della dicotomia homo sapiens/homo faber e alla ricerca di una sintesi tra pensiero e azione. Il luogo del possibile superamento di quella opposizione è la tecnica, cioè la creazione di strumenti e simboli, attraverso i quali l'uomo crea contemporaneamente se stesso.
D'altro canto, grazie alla tecnica, la specie umana è entrata oggi in una fase di massima accelerazione di potenza, con ciò animando il fantasma di una forza e di una ambizione esagerate e potenzialmente pericolose.
Sappiamo da Bion che la forza esagerata non è la tecnica, ma la creatività, di cui la tecnica è espressione; che la creatività deve essere accolta per poter evolvere; che la psicoanalisi è una tecnica per fare evolvere la creatività.
La nascita della psicoanalisi fu resa necessaria dalla contingenza di una singularità, il bios istherikòs, che esigeva un nuovo saper-fare, una tecnica per fare affiorare la verità dei falsi ricordi, delle false manifestazioni sintomatiche, del falso amore di transfert, delle false rappresentazioni oniriche.
E io penso che il futuro della psicoanalisi non sarà il futuro dell'ultima teoria o del modello psicoanalitico che avrà convinto i suoi oppositori («il cambiamento di una teoria — ricorda Bion citando Max Planck — non è mai stato determinato dal potere della nuova teoria di convincere i suoi oppositori, ma semplicemente dal fatto che questi sono tutti morti»). Le teorie estendono le loro ragioni a una