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I più grandi ostacoli alla guarigione della nevrosi ossessiva sono nella affettività, i movimenti escrementizi e l'ambivalenza nelle relazioni con Dio. Non sappiamo niente di preciso, infatti, delle ragioni per le quali le fobie infantili subiscono l'aggravamento ossessivo. L'applicazione di una regressione anale invece ci è conosciuta e l'importanza, data qui agli escrementi, non ci può sorprendere. Ma il concetto di Dio è inesistente nella tecnica della psicoanalisi clinica, e — ciò non di meno — questa geniale intuizione di Freud ci guarda da decenni dalle pagine di Inibizione, sintomo e angoscia ed è la vera chiave della nevrosi ossessiva.
Secondo il pensiero di Freud l'impedimento più nocivo alla guarigione consiste nel fatto che questi impulsi anali, al principio legati insieme, subiscono ancora nella fase pregenitale uno «Strappo», una separazione violenta che ha prodotto, quello che interessa qui, il meccanismo di difesa dello spostamento.
Più di questo il concetto non è stato elaborate, eccetto che per la frase: «Dio stesso è l'elevazione dell'immagine del Padre, come esso si presenta al bambino» (idem, 289 ediz. tedesca).
L'immagine del Padre desessualizzata si incontra già nella primissima fase della scelta dell'oggetto, quando il padre, figura benevola, può ancora soddisfare ogni desiderio infantile e sembra onnipotente.
Le prime delusioni nel padre producono uno spostamento verso un altro padre, Dio, sostituzione agevolata dalla preghiera (Padre Nostro che sei nei cieli); un meccanismo di spostamento che sarà poi ripetuto per le frustrazioni subite verso altre figure paterne durante la vita.