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«È soltanto negli anni recenti che io sono diventato capace di stare ad aspettare senza impazienza l'evoluzione naturale del transfert — la quale sorge dalla erescente fiducia del paziente nella tecnica e nella situazione psicoanalitica — capace di evitare di interrompere questo processo naturale facendo interpretazioni. Si noti che io parlo del fare interpretazioni e non delle interpretazioni come tali. Mi sgomenta pensare alla quantité di cambiamento profondo che io ho impedito o ritardato, in pazienti che appartengono ad una certa categoria di classificazione, a causa del mio personale bisogno di interpretare»
Il tema dell'impatto con la depressione materna ci accompagna dal primo incontro, quando Marco (undid anni) mi dice «c'era molto scuro oggi sulla Maddalena» (montagna dietro il mio studio); sempre durante la consultazione, è molto pregnante il tema di una maledizione alle origini, un maleficio che incombe, una malformazione per la quale il personaggio di una storia, un pagliaccio, viene deriso e vorrebbe morire.
Iniziamo una analisi a tre sedute alla settimana; Marco è un ragazzino molto difeso, con una barriera sostenuta nel rapporto che talvolta lascia trasparire degli squarci veramente pregnanti e commoventi, per poi subito richiudersi.
Un sogno del secondo mese di analisi (Marco mi racconta molto raramente i suoi sogni, ma sono molto significativi) è uno di questi varchi:
«La mamma mi chiedeva di andare a prenderle le sigarette, strano poiché la mamma non fuma; poi eravamo a Venezia, la mamma ci diceva “presto sul gommone, andate a prendere papà”. Eravamo sul gommone a motore io e Sandro (un