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Poche concettualizzazioni lacaniane hanno incontrato fortuna, nell'universo psicoanalitico, come il cosiddetto «stadio dello specchio»; tuttavia, proprio per la larga diffusione cui questo concetto è andato incontro, è necessaria una sua rivisitazione per metterne a fuoco il valore di metafora, rappresentativa, non soltanto di una fase dello sviluppo mentale, ma piuttosto della stessa strutturazione psichica. Il dispositivo dello specchio illustra infatti l'avviarsi dell'identificazione e, con essa, della possibilità stessa di rappresentare e consente, altresì, di cogliere il legame tra differenti istanze e concetti psicoanalitici come il narcisismo, l'Io, l'oggetto, l'Ideale dell'Io, stabilendo legami tra ambiti diversi come etica, filiazione e vita amorosa.
Per affrontare dunque il complesso percorso che compie Lacan intorno alla questione dello specchio passando dalla teorizzazione della fase dello specchio a quella dello schema ottico1 e tentare di dipanare la complessità di un discorso la cui ricchezza teorica corrisponde allo sforzo di mantenersi aderente ad una pratica clinica mai data per scontata, partirò da alcune questioni lasciate aperte dall'introduzione del concetto di narcisismo nella teoria freudiana.
Nel 1914 Freud fa del narcisismo una tappa fondamentale ed ineludibile dello sviluppo psichico, intermedia tra autoerotismo e rapporto oggettuale. Egli aveva