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Èper me un grande onore presentare questa relazione ad un convegno in celebrazione di Hanna Segal e del suo contributo. Segal prosegue una tradizione, centrale in Freud, che considera la psicoanalisi come un corpus di conoscenze della mente che ha una portata che va ben al di là dei confini della stanza di analisi e abbraccia la condizione umana in generale. Hanna Segal è stata esemplare nella sua capacità di coniugare insieme l'impegno politico e una Weltanschauung psicoanalitica. Nel suo pensiero la posizione depressiva implica un impegno appassionato nel mondo.
Per Segal non esiste conflitto umano più profondo di quello tra le forze tese a conservare e sviluppare la vita e quelle avverse a tale sviluppo, tra la pulsione di vita e la pulsione di morte.
Con il mio contributo intendo ripercorrere il pensiero contemporaneo sulla pulsione di morte, sia a livello di teoria, sia per come tali processi si manifestano clinicamente ma, sulla falsariga di Segal, segnalerò anche la vasta rilevanza di questi temi rispetto a problemi sociopolitici di più ampia portata.
Nel Faust di Goethe, capovaloro epico della modernità, il protagonista, animato da una tensione verso la ricerca della conoscenza, lamenta la sua frustrazione dinanzi all'esito delle sue fatiche, inveisce contro la limitatezza della sua natura e contro gli ostacoli che gli sbarrano il cammino.