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All'incirca dalla metà del secolo passato la psicoanalisi ha posto l'accento soprattutto sugli aspetti interattivi, intersoggettivi ed esplorativi dell'analisi. La costruzione analitica (Konstruktion) perde tendenzialmente quel valore storico e retrospettivo che Freud le aveva assegnato nel suo scritto del 1937 Costruzioni nell'analisi. La costruzione diventa soprattutto invenzione del passato, confondendosi con la costruzione di Sé (Bildung) e con le trasformazioni psichiche evidenziate e rese possibili dal processo psicoanalitico. Per via di questi cambiamenti, numerosi paradigmi del pensiero analitico sembrano cambiare, sino a perdere il loro peso metapsicologico e la loro funzione teorica e clinica.1
Questa evoluzione fa offuscare la realtà storica e la tensione concettuale, metodologica e clinica tra vero, falso e congetturale; una tensione dalla grande tradizione concettuale e filosofica, molto viva in Freud e ancora nella prima metà del XX secolo. Nel medesimo tempo è paradossalmente valorizzata una dimensione traumatica (spesso collocata in un passato storico o in un'infanzia preistorica),