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Vorrei introdurre le mie riflessioni con un testo di Freud del 1930: «Il lavoro della mia vita ha avuto un unico scopo. Ho osservato i disturbi meno percettibili della funzione psichica di uomini sani e malati, e muovendo da tali indizi ho voluto dedurre1 — o se preferite: indovinare — com'è costruito l'apparato che serve a queste funzioni e quali forze agiscono in esso concordemente e antiteticamente» (Freud, 1930, 7).
Si trovano, in questo testo, tre verbi con i quali Freud definisce in qualche modo l'asse del suo lavoro analitico: osservare, dedurre o indovinare e costruire. Queste espressioni si rassomigliano, nella misura in cui tutte si riferiscono ad una modalità di pensiero che io chiamo congetturale, le cui origini storiche sono più antiche del pensiero razionale che domina attualmente. Vorrei commentare brevemente il loro senso e l'uso che ne fa Freud.
a) Freud ha sempre collegato le sue ricerche alla percezione sensibile, visiva e uditiva, sia durante i suoi studi presso l'Istituto di Fisiologia di Brücke a Vienna sia quando frequentò con una borsa di studio Charcot a Parigi, e fino agli ultimi lavori della sua vita. Sappiamo, tuttavia, che l'atto di vedere può essere inteso in modi diversi. Constatiamo così che, nelle sue ricerche, Freud adotta una forma di osservazione che segna una differenza importante rispetto all'uso che ne fa la scienza esatta. Nel suo lavoro al microscopio egli ha eliminato molto presto il