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Presenterò di seguito una seduta in cui Lietta, una paziente di circa sessant'anni, in analisi da poco più di due anni, racconta un sogno; proporrò poi le mie associazioni al sogno e un breve commento.
Lietta: uff… Oggi sono inversa… è venuta mia figlia da Londra… sono molto contenta naturalmente… ma, non so, c'è come un imbarazzo a stare a casa insieme… lei mangia… tanto… insomma mangia e bisogna cucinare… poi cucina anche lei e mi fa trovare la cena pronta… ma… perdo tempo… ieri ho lavorato fino a tardi… ma non leggo, non studio, non scrivo i progetti… non credevo che mia figlia sarebbe rimasta tanto… perché poi… insomma… io non faccio niente… la sera guardo la tv con lei… noi due sul divano… lei non ha un ragazzo… si interessa solo di quelli che non la vogliono… come me, è colpa mia… quelli che la corteggiano non le piacciono… come me… mi rattrista… poi non concludo niente, ieri avevo una riunione nel primo pomeriggio e dormivo… poi pensavo che lei, lei analista, non dorme, lei lavora… la immagino così… insomma sono proprio inversa…
A.: Sì, questo si sente… si sente.
Lietta: Già… ho fatto un sogno: Ero a casa mia in pigiama, sembrava mattina, vedo degli amici che si avvicinano a casa, entrano nel giardinetto che c'è davanti casa, allora mi affaccio alla finestra e dico: «Sono in pigiama ma vi saluto lo stesso». E loro mi salutano, tranne Paola che non saluta, allora io dico: «Paola ti ho salutato!». Non risponde. «Paola sto salutando proprio te», dico. Niente. Paola si siede su una panchina che c'è lì in giardino e non risponde… ci resto malissimo… è il mio solito problema, le persone non mi vedono… oppure in
verità loro mi vedono e io mi nascondo… l'altro giorno ho incrociato per strada una conoscente che mi ha fatto solo un cenno formale… ma è che io da tempo quasi non la saluto pensando che lei non mi veda… forse si è offesa… bah, strano sogno.
A.: Paola?
Lietta: ah… Una storia triste, triste… una bellissima ragazza… forse figlia illegittima di una relazione dell