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«È un doveroso tributo alla genialità clinica di Bergler [1954] ricordare qui come egli attribuisse alla depressione un'importanza determinante nell'insorgenza dell'impulso creativo, e quindi nell'instaurarsi del meccanismo della sublimazione [creativa]. Egli ebbe inoltre il merito di richiamare l'attenzione […] sul frequente associarsi di quest'ultima con quadri […] come l'omosessualità».
«Ho trovato che nella mente di certi pazienti […] esiste […] una bella immagine della madre […] tale da essere sentita soltanto come il ritratto di essa e non la sua reale identità. L'oggetto reale era sentito come scostante, […] temibile. Il bel ritratto è stato dissociato dall'oggetto reale ma non è stato eliminato, e gioca una gran parte nel definire gli specifici modi delle loro sublimazioni».
«[Leonardo] impiegò le arti più squisite per svagare la signora durante le sedute e fermare quel sorriso sul suo volto».
«…per levar via quel malinconico che suol dar spesso la pittura a'ritratti che si fanno».