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Una relazione segnala un percorso di pensieri: scelto un punto di partenza essi crescono in una direzione che pian piano si precisa e si sviluppa. Si delinea così alla fine un itinerario, e lo stesso autore è per lo più consapevole che si tratta di uno tra i possibili.
La lettura di una relazione procede allo stesso modo; ogni tanto il lettore si distrae e, discostandosi dalla traiettoria dell' autore, delinea una variante di percorso. Cercherò di descrivere, partendo da qualche impressione, quelle che mi sono sembrate talune caratteristiche del percorso di Lucio Russo per aggiungere il frutto di mie «distrazioni», della cui inevitabile parzialità sono consapevole. Parziali… e di parte.
1. Questa premessa non è retorica né pleonastica, giacché intende segnalare che il nostro essere qui riuniti in Congresso ha sicuramente un effetto sul nostro senso di identità psicoanalitica. Intendo dire che quanto vi accade (a partire da quando questo nostro incontro fu pensato, fino alla sua conclusione) rispecchia ciò che solitamente avviene in un individuo: nel corso della sua vita, infatti, l' individuo realizza sintesi molteplici e mutevoli delle impressioni che ha di sé, talvolta assai discordanti, dei suoi propositi e di quanto ha realizzato, ma al tempo stesso mantiene, per lo più, un sentimento di identità che potremmo dire ha caratteristiche sia spaziali che temporali.
Perché ciò si verifichi è necessario supporre che sia attivo un funzionamento caratteristico dell' Io: l' esser in grado di produrre incessantemente, e nonostante ciò costituisca di per sé un risultato imperfetto, delle sintesi. Produrle o farle proprie