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Ringrazio gli organizzatori di questo Congresso per avermi invitato a riprendere la mia riflessione sui mutamenti che l'incontro con realtà esterne al soggetto genera nel suo spazio interno. Da parecchi decenni, basandomi su ciò che ci viene insegnato dal lavoro psicoanalitico nella situazione di gruppo, presto un'attenzione particolare alle articolazioni fra le formazioni e i processi psichici che si sviluppano nei gruppi — potrei anche dire: ai processi e alle formazioni psichiche che non si sviluppano senza il gruppo — e la strutturazione del mondo interno dei soggetti. Cerco di individuarne gli effetti nell'esperienza della cura individuale.
Ho focalizzato le mie ricerche sulle formazioni che legano i soggetti fra loro, secondo processi che li fanno stare insieme in uno spazio psichico comune e condiviso. Tali formazioni inter- o trans-soggettive hanno una consistenza specifica distinta dalla realtà psichica dei soggetti che le costituiscono. Tra queste: lo spazio onirico comune e condiviso (cfr. Kaës, 2002), le alleanze inconsce, le funzioni comuni intermedie fra spazio interno e spazio comune, per esempio le funzioni foriche di porta-sintomo, porta-parola, porta-ideale, porta-sogno (cfr. Kaës, 1993), etc. Queste sono formazioni metapsichiche: hanno un'incidenza sulla strutturazione della psiche di ogni soggetto ed è per questo che, se ne siamo consapevoli, possiamo individuarne gli effetti nella cura, nello spazio transfero-controtransferale.