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Il discorso di Marc Augé possiede tre caratteristiche che me lo hanno fatto apprezzare molto. È un discorso appassionato: trasmette timori, speranze ed un costruttivo ottimismo di fondo. È un discorso aperto: procede per rapidi cenni che considerano da diverse angolature il tema su cui cerca di portare luce. È un discorso in movimento: prende per oggetto, l'ignoto, non ciò che già si conosce.
La chiave di lettura più generale, impiegata da Augé, è il binomio di concetti: «senso sociale», «libertà individuale». Egli scrive (2006, 42, 25):
«Il principale oggetto [dell'antropologia] è la tensione tra […] senso sociale e libertà individuale da cui procedono tutti i modelli di organizzazione sociale, dai più elementari ai più complessi».
«Il senso [sociale può venire inteso] come l'insieme delle relazioni pensabili, e la libertà [individuale] come lo spazio concesso all'iniziativa individuale».
Augé — nella sua relazione di oggi — tocca numerosi punti che meriterebbero di essere discussi ed approfonditi.