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Moshe Wulff fu uno psicoanalista di spicco tra quelli della prima generazione: allievo di Abraham a Berlino, divenne il pioniere della psicoanalisi in Russia e in Israele, dove fondò la Società Psicoanalitica Israeliana e ne fu, più tardi, presidente. Il suo contributo scientifico è legato a due studi: quello sui feticci infantili, che ha anticipato la scoperta dell' oggetto transizionale e quello su «un interessante complesso sintomatico orale», argomento di questa presentazione.
Nella letteratura si fa riferimento a questo contributo come al primo tentativo di ricondurre a una spiegazione psicoanalitica il problema delle patologie alimentari e al fatto che Wulff aveva lavorato con questi difficili pazienti nonostante Freud ne avesse sconsigliato il trattamento.
Fenichel (1945), a partire proprio dalle considerazioni di Wulff, elaborò la sua concezione della bulimia come una «tossicomania senza droga».
Più recentemente Chasseguet Smirgel e Bernard Brusset hanno riconsiderato le ipotesi di Wulff. Brusset ha tradotto e pubblicato l' articolo nel 1991.
La nostra traduzione di questo articolo non intende solamente colmare una lacuna storica per il lettore di lingua italiana. Piuttosto è la prima mossa del progetto redazionale di una monografia sul tema dell' anoressia-bulimia e dell'intendimento di raccogliere contributi attuali su un problema che ci appare ancora lontano, nella letteratura psicoanalitica contemporanea, dall' approfondimento e dal