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A proposito di …
. La consulenza filosofica
Milano, Apogeo , pagine 179, euro 13,00
Negli ultimi anni, anche in Italia, si è diffusa la pratica della «consulenza filosofica» che era nata in Germania intorno al 1980 ad opera di Achenbach con il nome di Philosophische Praxis. Essa è presente anche nei paesi di lingua anglosassone con il nome di Philosophical Pratice o Philosophical Counseling. Nel 2000, in Italia, è stata fondata una Associazione Italiana Counseling Filosofico.
Il campo d'azione della consulenza filosofica si sovrappone in parte a quello degli interventi degli psicologi e degli psicoterapeuti delle diverse formazioni: dagli incontri individuali fino alla consulenza aziendale (cfr. Pollastri, 2007). Come era prevedibile, la comparsa di questa pratica ha sollevato numerose questioni e perplessità, soprattutto tra gli psicologi, per le eventuali implicazioni «psicoterapeutiche» di questa forma di counseling. Da parte dei suoi sostenitori, viene affermato che, a differenza delle pratiche psicoterapeutiche, la consulenza filosofica non avviene attraverso questo o quel metodo, ma interviene sui metodi (Achenbach, , 5).
Prima di entrare nel merito della questione, conviene affrontare questo tema partendo da una prospettiva storica. Dagli albori dell'umanità, la «cura», sia del corpo che dell'anima, quando questa differenza è stata stabilita, è appartenuta alla dimensione del «sacro» nelle sue molteplici forme: dall'animismo alla magia alle religioni positive. Pertanto, le pratiche di «cura» erano affidate agli agenti di queste istituzioni culturali: maghi, guaritori, sciamani, stregoni e sacerdoti. Ancora