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A proposito di…
. Husserl, Freud e il problema dell'inconscio
Brescia, Morcelliana, pagine 310, euro 21,00
In questo libro, Trincia indaga i rapporti tra fenomenologia e psicoanalisi, suggerendo un'integrazione teoretica sulla quale vale la pena soffermarsi. Il volume, sebbene scritto nel linguaggio astratto e impervio della fenomenologia, merita un'attenta lettura come stimolo alla riflessione sul rapporto fra psicoanalisi e filosofia e, contemporaneamente, all'approfondimento del dibattito sull'identità disciplinare della prima. Trincia mira alla costruzione di una teoria fenomenologica della soggettività che ne includa la dimensione inconscia, accogliendo l'imprescindibile insegnamento della psicoanalisi, ma «fondandolo» con il rigore della fenomenologia. L'inconscio psicoanalitico diviene, nelle sue analisi, «oggetto intenzionale di una illuminazione fenomenologica» (5), resa necessaria dai limiti e dalle aporie della concezione freudiana, sostanzialmente riconducibili al suo presupposto oggettivistico e naturalistico.
Trincia intende «mostrare le condizioni di possibilità della costruzione di un “inconscio fenomenologico”, anche attraverso l'operazione di parziale decostruzione dell'inconscio psicoanalitico» (14). Numerose sono anche le osservazioni relative alle «resistenze» husserliane nei confronti dell'inconscio freudiano, ma Trincia mira fondamentalmente al «superamento» della concezione freudiana, considerata teoreticamente debole e bisognosa, per acquisire dignità antropologico-filosofica e non «meramente» clinica, della forza chiarificatrice della fenomenologia.