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A proposito di…
. Il complesso fraterno. Studio psicoanalitico
Roma, Borla, pagine 229, euro 25,00
In questo periodo, la psicoanalisi europea prende consapevolezza dell'importanza del tema del fraterno. È quanto sottolinea Lechartier-Atlan nell'introduzione al secondo numero della Revue Française de Psychanalyse (2008) dedicate a «Frères et Soeurs».
Ponendosi con sguardo critico retrospettivo nei confronti di altri numeri della Revue Française — il primo del 1994, intitolato «L'enfant dans l'adulte» (58, 3), l'altro del 2002, intitolato «Familles d'aujourd'hui» (66, 1) —, Lechartier-Atlan osserva che gli autori di quei numeri sembrano considerare la famiglia come costituita da una coppia e da un bambino, e non come una realtà composta anche da fratelli e sorelle. Mi sembra un'osservazione autocritica molto importante, che ci rende consapevoli di un vuoto di elaborazione psicoanalitica del tema fraterno, tanto più che i profondi dissidi fraterni di cui noi tutti abbiamo cognizione e che impregnano le storie dei nostri pazienti finiscono per suscitare, vuoi in un fratello, vuoi in un altro, non soltanto sofferenze di natura identitaria, ma anche veri e propri disturbi nella conduzione della vita sociale, tali da portare a turbolenze di gruppo e a disagi importanti nell'adolescenza, come i fenomeni di bullismo nelle scuole e via dicendo.
Ne Il complesso fraterno sono raccolti diversi scritti di Kancyper, accuratamente tradotti in italiano da Giorgio Bubbolini. È merito di Kancyper avere segnalato la tendenza degli analisti ad appiattire il complesso fraterno su quello edipico e a negarne la peculiarità.