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Fra i fascicoli del 2007, si impone il n. 1, dedicato al tema «Fratelli», un tema che viene acquisendo sempre maggior visibilità, anche se ad alcuni autori sembra eccessivo porlo come il tema qualificante la psicoanalisi del ventunesimo secolo.
Se è documentata la scarsa rilevanza del tema nella letteratura psicoanalitica, non è altrettanto fondata la sua attribuzione a Freud. A fronte dei dieci riferimenti alla voce «fratelli» nell'Index della Standard Edition, Susan Sherwin-White nel suo contributo («Freud on brothers and sisters: a neglected topic») rintraccia nelle opere di Freud un precoce, ricco e continuativo interesse per il rilievo dei vari aspetti della psicologia dei fratelli nello sviluppo psichico dall'infanzia alla vita adulta.
Lungo è l'elenco dei temi affrontati nei cinquantasei lavori di Freud sull'argomento: dall'intensità delle emozioni alle relazioni incestuose, dallo stimolo epistemofilico, legato all'arrivo di un nuovo bambino, al ruolo delle identificazioni tra fratelli, dall'impatto della morte di un fratello al vissuto del bambino-che-sostituisce, dal parricidio e incesto fratello-sorella, al transfert fraterno nel lavoro clinico; e determinata è la sfida di Freud ai pregiudizi culturali dell'Ottocento, quando mostra la potenza delle emozioni in cui i fratelli sono coinvolti, l'influenza delle scelte oggettuali primarie riferite ai fratelli (e non solo ai genitori) sul futuro sviluppo e benessere, l'articolazione del complesso edipico con il complesso familiare, la cui elaborazione dà fondamento e stabilità ai processi di socializzazione.
La Sherwin-White si interroga anche sul significato della parsimonia di indicazioni circa i fratelli nelle storie cliniche dell'Uomo dei topi e dell'Uomo dei lupi. Che sia la riservatezza la vera chiave di volta è evidente, se si raffronta il resoconto clinico dell'Uomo dei topi, pubblicato nel 1909, con l'Original Record, gli appunti trovati tra le carte di Freud dopo