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Immagina la mia gioia quando, dopo tanta solitudine, oggi ho visto in Vaticano un volto caro e familiare; il riconoscimento tuttavia è stato unilaterale, si trattava infatti della Gradiva…
La Gradiva di Freud nasce sotto l'insegna dell'Italia: viene scritto nell'estate del 1906 a Lavarone, dove la famiglia Freud più di una volta trascorse le vacanze. Era l'inizio dell'idillio con Jung, che consiglia a Freud la lettura della novella di Jensen. Freud non resiste al fascino di Jung e di Jensen, e Jung ricambia: «Stimatissimo professore, la sua Gradiva è stupenda; l'ho appena letta fino in fondo tutta d'un fiato» (Freud e Jung, 1906-1913, 52).
Freud detective segue i suoi indizi, i giochi linguistici (Zoe, «la vita», hart-leben, «duro-vivere», rediviva), ma tallona anche Jensen con domande dirette. Jensen aveva avuto una sorella nell'infanzia, questa l'ipotesi di Freud, una sorella dal «piede torto». Freud vuole una conferma da Jensen, che prende tempo ma alla fine oppone un no fermo: «No, non ho avuto sorelle». Tutt'al più una amica d'infanzia morta prematuramente. Freud avrebbe voluto di più.
Nel 1924 parlerà della Gradiva di Jensen come di «una breve novella di valore non eccelso» (Freud, 1924, 132). Forse, ipotizza Pontalis (1988), Freud, che