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A proposito di…
Franco De Masi (2008)
Trauma, deumanizzazione e distruttività. Il caso del terrorismo suicida
Milano, FrancoAngeli, pagine 121, euro 16,00
In un articolo del 2006, comparso sull' International Journal of Psychoanalysis, Kernberg suggerisce che è doveroso ed utile da parte degli psicoanalisti riflettere sui fenomeni della guerra e del terrorismo suicida. Nel 2003, l'Autore aveva pubblicato, sulla stessa rivista, un lavoro in cui sottolineava quanto l'esperienza traumatica collettiva (sconfitte belliche, persecuzioni razziali, oppressione delle minoranze) fosse carica di sadismo e provocasse altro sadismo nei sopravvissuti: si genera una spirale che non può che produrre altra violenza. L'identificazione con l'aggressore fa diventare la vittima a sua volta carnefice.
Gli scritti su questi temi sono numerosi e accennerò solo ad alcuni contributi psicoanalitici particolarmente rilevanti.
È importante ricordare l'apporto di Franco Fornari che, in Psicoanalisi della guerra (1964), illustra la tendenza umana ad utilizzare il nemico come contenitore di parti scisse. La proiezione massiccia della colpa persecutoria all'esterno ne impedisce l'elaborazione personale; la guerra è, per l'Autore, una modalità organizzata per mantenere l'ansia paranoica collettiva ad un livello accettabile.