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Pensato dall'editore Osamo Kitayma, come celebrazione specifica del cinquantesimo anniversario della fondazione della Società Psicoanalitica Giapponese, questo numero monografico, tradotto in inglese, si premura di introdurre alla storia dell'IPA, con una particolare attenzione a sottolineare gli intrecci del pensiero psicoanalitico giapponese, nella sua specificità, con le vicende storicosociali da una parte e quelle del movimento psicoanalitico nato a Vienna dall'altra. La puntualizzazione di quelli che sono stati poi, nel tempo, gli incroci del pensiero psicoanalitico giapponese «locale» con l'istituzione che ha avuto più peso sul pensiero e la formazione psicoanalitica mondiale, dalla diaspora viennese in poi, l'IPA, interesserà per molti aspetti la comunità psicoanalitica internazionale nella quale oggi si incrociano molti «linguaggi», rendendo sempre più urgente e attuale, dal versante teorico-clinico, temi complessi come quello del confine e della traduzione.
Sebbene non diviso formalmente in sezioni, il volume presenta tre prospettive da cui avvicinarsi alla psicoanalisi giapponese: la ricostruzione diacronica del movimento psicoanalitico dalle origini ad oggi, la presentazione delle teorie nate all'interno di questo movimento e della loro specificità, rispetto al più vasto corpo dottrinale internazionale e, infine, alcuni saggi applicativi che mettono al lavoro tali teorie nella clinica.
L'interesse della presentazione, seppure in lingua inglese, delle teorie e della clinica del movimento psicoanalitico giapponese, dagli inizi del Novecento (quando ancora non era istituito come Società Psicoanalitica vera e propria) a oggi, è notevole, anche se sicuramente una parte dei pensieri dei vari autori va perduta nella traduzione (il confine tra tradurre e tradire, lo sappiamo, è sottile). In più, noi leggiamo i contributi offerti dai colleghi giapponesi riferendoci inevitabilmente all'italiano, traducendo quindi quello che gli autori a loro volta hanno già tradotto