You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Comme un fou se croit Dieu, nous nous croyons mortels.
Ènoto che dagli albori dell'umanità, praticamente da quando ci confrontiamo con lo sviluppo emotivo, gran parte delle preoccupazioni umane ruota intorno allo scorrere del tempo. Le nostre speranze e le nostre paure, la nostalgia, l'idea del fato: il tempo è la trama sulla quale è intessuta la nostra vita. In analisi ci troviamo frequentemente di fronte a persone la cui la funzione relativa all'integrazione del senso del tempo è disturbata.
In questo scritto, attraverso l'apporto di materiale clinico, intendo sviluppare alcune riflessioni sulle problematiche che incontriamo nel fronteggiare questa dimensione cruciale dell'essere e nell'accettare il limite dell'esistenza, ponendo particolare attenzione alla terminabilità dell'analisi, la quale rispecchia, a livello clinico, la questione che mi interessa della elaborazione del tempo.
Al tempo appartengono sostanzialmente due dimensioni: quella connessa al mondo della fisica e quella soggettiva o senso del tempo, legata all'esperienza psicologica e alle differenti epoche del ciclo vitale. Il sentimento del tempo che scorre, riferisce Marie Bonaparte (1952) a proposito di quanto Freud le avrebbe