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Nel 1966, lo storico della psicoanalisi Paul Roazen, intenzionato a scrivere la biografia di Viktor Tausk, incontrò più volte a Chicago Edoardo Weiss per raccogliere dalla sua viva voce tutte le informazioni possibili su quello che era stato uno dei più brillanti e tormentati discepoli di Freud, caduto nel dimenticatoio per la sua prematura e tragica fine.
In uno dei loro colloqui, Edoardo Weiss — che di Tausk era stato molto amico1 — tra le altre cose, parlò a Roazen anche di Frank, un suo paziente agorafobico il cui caso egli aveva esposto per esteso nel suo libro appena uscito Agoraphobia in the Light of Ego Psychology.
Weiss riteneva questo caso particolarmente interessante, perché i disturbi denunciati dal suo paziente, unitamente alle modalità con cui si erano manifestati,