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Un tema classico e dibattuto della storia del pensiero è rappresentato dalla distinzione che tradizionalmente caratterizzava le opere di Aristotele, da lui stesso suddivise in «esoteriche» ed «essoteriche». Con le prime si intendevano quelle redatte con un lessico «interno», rivolto a chi condivideva il medesimo contesto formativo e culturale; le seconde guardavano invece a un pubblico più generale o proveniente da altri ambiti di studio e di esperienza, per il quale erano pensate in modo specifico. Iniziare una recensione del Journal of American Psychoanalitic Association con un richiamo del genere è probabilmente curioso. Eppure in ogni articolo dell'annata 2008 che ho potuto approfondire compare qualche richiamo significativo alle differenze e alle continuità che intercorrono fra lessico analitico e linguaggio comune, quello da cui lo stesso Freud prese le mosse per descrivere gli accadimenti dell'esperienza analitica, arrivando a trasformare l'uso di termini che sarebbero poi divenuti classici, non solo per noi analisti. La ricca e complessa eterogeneità dei lavori pubblicati mi è parsa inoltre risolversi in una costante attenzione editoriale a garantire un confronto-scambio fra alcuni concetti chiave della teoria analitica e il modo in cui essi sono considerati nel pensiero attuale e nelle diverse branche della conoscenza con cui la psicoanalisi, «essotericamente», dovrebbe poter dialogare in modo sempre più approfondito.
Le diverse sezioni tematiche in cui si articola quest'annata del JAPA sono dedicate a tre argomenti che mi sono parsi, fra gli altri, particolarmente importanti: la sessualità nel pensiero analitico contemporaneo, rivisitata alle luce dell' alterità che essa istituisce nel soggetto e di cui vengono ricercate ragioni e modalità; la formazione dei candidati negli istituti di training e la capacità di trasmettere le idee analitiche in altri contesti, messe in risonanza con contributi di autori non analisti ma esperti di education; l'empatia rivisi